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Si può vivere anche da disabili una bella vita

Scan of the brain and the skull and other radiography images

Salve a tutti i membri di questa comunity, sono Mariella della prov. di Verona 4 anni fa, il 10/aprile del 2011, ho avuto un ictus.

Ero tranquillamente a casa di riposo, stavo facendo le pulizie e senza nessun sentore, caddi a terra, cercai di alzarmi appoggiandomi al letto ma nulla non ci riuscivo ero comunque cosciente.

Ricordo che sdraiata a terra mi strattonavo con i gomiti per raggiungere il mio cellulare che era nel soggiorno.

Lo presi e chiamai il mio compagno di allora, che si precipitò in mio aiuto.

Appena mi ha visto mi ha detto: hai la bocca storta” .

Non so quanto tempo sia passato dal momento in cui caddi fino all’arrivo dell’ambulanza credo 15- 20 minuti.

A me sembrò pochi secondi.

Mi portarono a Negrar, dove mi fecero una trombolisi.

Dopo un giorno mi muovevo non avevo nessuna paralisi ne fisiche ne cerebrali.

Sembrava tutto ok, i medici dissero ai miei che se continuavo così tra pochi gg. mi avrebbero mandato a casa.

Io non ricordo, nulla della trombolisi e dei giorni a seguire, fatto sta che il secondo giorno, mentre mia madre mi imboccava x mangiare mi venne un edema al cervello, cioè si è gonfiato e produceva acqua come una normale edema al braccio o alle gambe e da li inizia il mio incubo.

Venni mandata in Borgo Trento un’altro ospedale dove mi intubarono e mi mandarono in coma farmacologico per 10 gg.

Al mio risveglio vidi mio fratello e mia sorella con uno stetoscopio che me lo misero sulla bocca perchè parlavo a fatica e con un filo di voce, fui rimandata a negrar x la riabilitazione dove passai 3 mesi, in questo periodo riuscii ad alzarmi da sola e a fare qualche piccolo passetto

Dopo di che mi mandarono in un altra struttura sempre dello stesso ospedale, dove  imparai a camminare meglio che potevo, in totale 11 mesi di ospedale mi feci.

Poi fui mandata a casa, facendomi riabilitazione come esterno.

Per un altro anno le riabilitazioni si fecero meno frequenti, fino allo zero assoluto.

Devo un grandissimo riconoscimento alla psicologa dott.sa Gambini che mi ha sostenuto x tutto il tempo.

Dimenticavo la parte più importante, al risveglio dalla coma oltre ad avere un sacco di confusione mentale mi ritrovai paralizzata su tutto il corpo sinistro, avevo solo la parte destra normale e x fortuna riuscivo a ragionare bene, solo qualche dimenticanze mi seguirono per alcuni tempi.

Oggi 2015, a luglio farò 49 anni.

Mi sono operata ai tendini il 27 aprile scorso per cercare di riuscire ad appoggiare il piede sx dal tallone infatti camminavo solo con peromed e bastone e a rallentatore.

Ho voluto riprendere il lavoro anche perchè l’ INPS non mi dava niente x la mia invalidità quindi lavoro seppur part-time e ho preso la patente come disabile guidando con cambio automatico e pomello /centralina sul volante.

Insomma ho cercato la mia indipendenza anche se vivo tutt’ora con i miei genitori e a 49 anni non è cmq facile.

Oggi è il 17 maggio ed è circa un mese che mi sono operata al piede lunedi 18, domani andrò x una visita dal fisiatra, TRA QUALCHE GIORNO MI TOGLIERANNO IL GESSO E DOVRO’ FARE ANCORA RIABILITAZIONE., il braccio sx zero assoluto la gamba invece ha recuperato abbastanza bene il piede sx zero pure lui ora vedrò dopo il gesso come sarà il mio piede sx, spero migliore di prima, il medico chirurgo diceva che mal che  vada resta com’era.

Insomma c’ho provato, non so come sarà ovviamente spero in meglio.

Sarebbe davvero tanto per me.

Da tutta questa storia, ora ne deduco una cosa molto importante punto primo, la mia famiglia sopratutto nella persona di mia  madre e mia sorella che mi hanno accudito e tutt’ora lo fanno come una bimba piccola, quindi ho riscoperto l’amore x la mia famiglia che prima non avevo.

Poi la fede in dio, ho riscoperto avere fede a pregare e a chiedere quando ho bisogno.

Per il resto la psicologa mi ha aiutato  a passare momenti difficili,  non è stato semplice ma ora posso dirvi con tutta sincerità che mi sento tranquilla e serena ed ho voglia di vivere.

Si può vivere anche da disabili, una bella vita.

Bisogna si ricominciare da zero, come ben sapete, ma finchè siamo qua vale sempre la pena di vivere e con il sorriso più di prima.

Un saluto a tutti quelli che hanno vissuto le mie stesse esperienze.

abbraccio Mariella

One Response so far.

  1. Avatar Psicologa Padova ha detto:

    Questa storia dall’apparenza molto triste, mi ha colpito. Mi fa piacere sapere che che questa persona non si sia data per vinta. Complimenti
    Dott.ssa Monia Ferretti