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La rabbia era tanta ed è stata la spinta a reagire

Buon giorno,  sono un cittadino udinese, iscritto all’ ANMIC, gli amici autisti si ricorderanno di me, di quando da casa mia mi portavano al Gervasutta per le ultime fasi di riabilitazione, ma veniamo alla mia storia; mi chiamo Gino, sono nato nel 1941 a Udine, la mia passione fin da piccolo era guidare mezzi grandi, su strada, e così fu, questo significa avere carattere, ed  è questo principio che ha fatto sì che fossi ancora in vita, la mia storia, la mia malattia inizia il 22 di settembre del 2011, io sono andato in pensione come autista di TIR nel 1999, mentre mi trovavo in casa a Udine e facevo manutenzione nella mia macchina che adoravo,dopo non avere riscontrato alcun problema meccanico,ho tentato di rialzarmi a 180 gradi, ma non ci riuscivo era come se fossi ancorato al pavimento pur adoperando tutte le mie forze non c’ era niente da fare.

Mia moglie che trascorreva tutto il suo tempo a guardare cosa io facessi era divertita.

Quando ho chiesto il suo intervento per darmi una mano a rialzarmi, si è messa a ridere, perché mi ha detto che avevo la bocca disassata come Bossi,
( anche lui colpito dalla stessa malattia qualche tempo prima), rimessomi in piedi, ha mollato la presa, io sono finito a terra non prima di aver sbattuto violentemente la testa in un tavolo di legno, nel gazebo dove riposava la mia consorte non avendo avuto nessun campanello di allarme, come dolori od avvisaglie, non sapevo cosa mi stesse succedendo, ero indeciso per allertare il 118, alla fine, dopo qualche ora mi sono deciso a fare chiamare l’ ambulanza, il personale medico ha intuito quasi subito di cosa si trattava e dopo chiesto via cellulare in quale ospedale dovevano ricoverarmi, è stato deciso per Udine circa 1 kilometro da casa mia,dove si trova una unità STROKE indicata per specifici casi di ictus, dopo riportato in vita e circa 6 mesi di riabilitazione,( inutile) ho risolto di più con la mia forza di volontà  quando nel gennaio del 2012 sono rientrato a casa mia moglie, con il bene placido dei miei due figli non in tenera età, ( solo mentalmente) mi ha detto vattene io non assisto disabili vai a cercarti una badante, dunque dopo 46 anni di matrimonio, ho calcolato che con la mia pensione riuscivo a pagare mezza badante e l’ altra meta di cui non avevo bisogno, chi la pagava? mia moglie ha chiesto ed ottenuto la separazione consensuale, il giudice( donna) del Tribunale di Udine mi ha ordinato di trovarmi un appartamento in affitto ed uscire, come era desiderio della mia consorte, sono andato ad abitare in un miniappartamento ammobiliato parzialmente a Udine, dove mi sono trovato in difficoltà con le spese affitto, gas, luce, e vitto non ce la facevo, ho seguito le tracce di un ex collega e sono andato in Thailandia, dove effettivamente la vita non è cara ,un pensionato ci vive da solo decentemente.

Da notare che io da quando sono stato dimesso dall ‘ospedale sono sempre stato autosufficiente, ho usato per qualche giorno l’ausilio della stampella ed eccomi qua ho vissuto per due anni con una donna Thailandese, molto più giovane di me ho trovato la carica necessaria a vivere ancore una vita, oltre ai 74 che mi trovo sui documenti alle volte mi guardo alle spalle e non ci credo, ho creato e mantenuto una famiglia per quasi 50 anni con il mio lavoro di autista di TIR, in tutta Europa, percorso 6.000.000 di kilometri, ho comperato, pagato e ristrutturato una casa, che per un eccesso di fiducia nel prossimo ora è intestata alla mia ex moglie, ma io ho avuto molto coraggio nell ‘affrontare e superare la malattia, quando ero ancora ricoverato in neurologia, appena uscito dal reparto Stroke e per le elementari necessità adoperavano la carrucola elettrica per sollevarmi dal letto, o li avevo una demoralizzazione a sentirmi come un oggetto, che la rabbia era tanta ed è stata la spinta a reagire.

Gino

One Response so far.

  1. Avatar federica contardi ha detto:

    leggo esterrefatta e lasciami dire che il comportamento della tua ex moglie è davvero deplorevole,ma sono certa che in questo modo ha insegnato ai vostri figli che quando lei sarà vecchia e malata potranno abbandonarla al primo angolo di strada 🙂 mi ha fatto più dolore questo che il fatto che tu fossi stato colpito da una malattia così devastante. comunque bravo e grazie per questa iniezione di coraggio 🙂