Home » Ultime notizie » pazienti » Basta con questa vita frenetica

Basta con questa vita frenetica

Basta con questa vita frenetica
Inizierò a raccontare la mia storia  partendo  da quando stavo bene per arrivare al giorno dell’ictus e a ciò che è accaduto dopo.

Fino al 31/12/2006 ho condotto quella che si può definire la classica vita del padre di famiglia che avendo  ben due attività in proprio,  si divideva tra casa e lavoro dando la priorità al lavoro,  in quanto avendo una dozzina di dipendenti mi sentivo responsabile anche delle loro famiglie, il mio hobby  è sempre stato l’informatica e in alcuni ritagli di tempo mi occupavo, in un paio di aziende, della manutenzione delle loro reti e dei loro pc.

Alla fine del 2006 decido di dire basta con questa vita frenetica e alla fine di gennaio 2007 essendo riuscito a vendere  immobili e beni strumentali pensando che fatto ciò,  avrei potuto godere di un pò di riposo.

Dopo pochi mesi, invece ho cominciato ad occuparmi di mio padre (broncopatico da circa 18 anni), alla fine del 2007  a mia moglie viene diagnosticato  un adenocarcinoma a piccole spore ai polmoni  con metastasi all’encefalo, (non operabile per la posizione in cui si trovava) a questo punto decido di occuparmi di lei h. 24 e la seguo passo passo in questo suo calvario, volevo risparmiare a mia figlia allora 24enne di vivere questa situazione.
Nel 2008 mia moglie ci lascia definitivamente.

Arriva il 2009 ed io  per cercare di dare sfogo e spazio a me stesso inizio a fare varie attività sportive (tiro con la pistola,  un pò di alpinismo e speleologia con il C.A.I. Sicilia e balli Latino-Americani) proprio nella scuola di ballo incontro una donna (anche lei vedova) con la quale inizio una relazione  e una vita fatta di lunghe notti in discoteca   o a casa di amici, riprendo a fumare , anche troppo, e bere.

Presto inizia la conflittualità tra mia figlia e questa donna io in mezzo cercavo di non dare dispiacere a nessuno, arriviamo così al 18 maggio 2010 giorno del mio 52esimo compleanno sempre per non fare torto a nessuno decido di restare a pranzo con la mia compagna e a cena con mia figlia, giornata infernale su tutt’e due i fronti e durante la notte sto male, io non ho capito molto soltanto ricordo che anzichè alzarmi quella mattina verso le 6.00 circa mi lasciai scivolare dal letto  e non riuscendo ad alzarmi ho chiamato mia figlia che ha subito intuito la gravità e contattato il 118, in breve,  alle 7.45 ero già in ospedale. a questo punto s’innesca un’altra faida tra la donna che stava con me e mia figlia su chi doveva accudirmi e su chi era colpevole di ciò che mi era accaduto, da considerare mia figlia aveva 27 anni la donna 47 e comunque a rimetterci ero sempre io che non avevo la tranquillità necessaria per seguire la fisioterapia, ero sempre molto rigido e  quindi durante la terapia riabilitativa accusavo forti dolori.

Metà giugno 2010 vengo dimesso dall’ospedale San Raffaele di Cefalù e inizio la terapia in day hospital (che sarebbe durata fino a settembre)   anche in questo frangente ogni mattina in macchina (da Palermo a Cefalù sono 70Km circa) assistevo alle loro scaramucce  e arrivavo con i muscoli sempre più rigidi.

Così a settembre (a fine day hospital) decisi che forse era più comodo un centro a Palermo ma la situazione non cambiò, anzi litigavano anche nel centro (ne ho cambiati tre) coinvolgendo anche i fisioterapisti nelle loro beghe notai  la donna con cui stavo addirittura pianificando il matrimonio  aveva improvvisamente cambiato il suo approccio con mia figlia ma era diventata acida con me, capii che qualcosa non andava più e scoprii che c’era un altro uomo, a quel punto, diventai acido nei suoi confronti e non perdevo occasione per buttare lì delle battute pesanti sui suoi comportamenti, e pur amandola la provocai a tal punto da farle dire basta chiudiamola qui!

So che sono stato un po’ vigliacco ma in quel momento non avevo altro modo  fra le tante provocazioni le dissi pure che sapevo che lei aveva un altro e lei non ha ammesso ma ha minacciato di  denunciarmi per stalking se non avessi rinunciato alla restituzione di una somma che le avevo prestato (in tutta onestà io avevo già rinunciato e lo avevo anche scritto in un sms) ma al ricatto risposi con durezza (tramite un legale) tanto pensai che nessuno avrebbe creduto che potessi essere un pericolo per lei (dato le mie condizioni), non guido e il lato sx in emiparesi pensai ma non avevo considerato che questa storia lei l’aveva costruita ad arte  infatti già da tempo  andava dicendo in giro ai suoi amici che la minacciavo e la obbligavo a stare con me, tutte persone inizialmente pronte a testimoniare a suo favore, ma il mio legale con le giuste argomentazioni li ha convinti a non rischiare l’accusa di falsa testimonianza, naturalmente tutto questo non ha giocato a mio favore e a maggio saranno 4 anni che trascino il lato sx in emiparesi.

Comunque in tutta questa storia ho trovato il vero lato positivo, ho imparato quanto è bella la vita e che prima dell’ictus non sapevo apprezzarne l’essenza ho anche imparato a scherzare sulla mia malattia, perchè non mi va di apparire come qualcuno da commiserare rido e faccio ridere per ciò che mi è successo, rido e faccio ridere, ma mi da fastidio quando qualcuno mi addita come ” quello ZOPPO”.

Giuseppe

3 Responses so far.

  1. Avatar Giuseppe Siddiolo ha detto:

    nella storia ho dimenticato di soffermarmi sulla data del mio compleanno che io amo definire la data della mia :” NASCITA – MORTE E RISURREZIONE” Infatti oil 18/05 sono nato, e al52esimo compleanno nella stessa data sono “morto” per risorgere il mattino dopo grazie alla tempestività di azione di mia figlia sono stato salvato miracolosamente

    • Avatar fausto ha detto:

      salvato da cosa? se lo puoi dire,

      io ti capisco in qunto ho avuto un ictus il 5-04-2011
      con emiplegia sx che a tutt’oggi mi blocca

      • Avatar Angelo ha detto:

        x Fausto: anch’io ho avuto un’ictus con emiplegia sx nel luglio 2011…….. cosa intendi dire quando affermi ” a tutt’oggi mi blocca? ”
        Potresti spiegarmi in poche e semplici parole l’entità del tuo recupero?

        Ciao e grazie.

        Angelo.