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Ischemia criptogenetica: quando le cause non sono ben chiare

Ischemia criptogenetica

Un’ischemia è determinata dall’interruzione del flusso sanguigno per un tempo più o meno prolungato in un’area del corpo. Quando la mancanza di circolazione colpisce il cervello si parla di ictus o stroke se l’interruzione è di lunga durata o di Attacco Ischemico Transitorio se invece il tutto si conclude entro qualche ora.

Solitamente le cause che conducono a un ictus sono note: un coagulo di sangue o una placca aterosclerotica che si stacca da una grossa arteria e finisce in un vaso cerebrale più piccolo occludendolo è la causa più frequente; le placche possono essere causate da un’alimentazione sbagliata o da problemi genetici (come l’iperomocisteinemia o un’ipercolesterolemia congenita) e i coaguli sono la conseguenza di una perdurante fibrillazione atriale o di problemi circolatori trascurati o ignorati.

Ma a volte la causa del problema è sconosciuta e in questi casi si parla di ischemia criptogenetica.

Cosa si intende per ictus criptogenetico?

Nel 30-40% dei casi di ictus, i medici non riescono a risalire alla causa scatenante del problema, ma osservazioni successive allo stroke hanno messo in evidenza alcuni fattori che, essendo asintomatici, non hanno preoccupato il paziente fino al momento del grave malessere.

Le analisi sui pazienti colpiti da ictus criptogenetico hanno permesso di constatare che più del 50% di loro soffrivano di PFO: la pervietà del forame Ovale, che spesso erano stati presenti casi di fibrillazione atriale e che in molti casi il soggetto aveva sofferto, seppur sporadicamente di tachiaritmie cardiache.

La pervietà del forame ovale è una patologia che può rimanere asintomatica anche per tutta la vita; consiste nell’avere un’apertura tra i due atri del cuore che nel caso di una sensibile variazione della pressione causa uno shunt, cioè un reflusso di sangue tra le due sezioni cardiache, normalmente ben separate. Se si evidenzia una certa probabilità di soffrire di PFO è opportuno rivolgersi a un cardiologo che valuti la necessità o meno di intervenire con un’operazione chirurgica che con una semplice tecnica mini invasiva è in grado di chiudere il foro e impedire che il sangue venoso e arterioso si mescolino rischiando di creare coaguli e quindi pericolosi emboli.

Il cardiologo di fiducia può rendersi conto anche della presenza di tachiaritmie che molte volte sono asintomatiche, ma che spesso sono state riscontrate nei pazienti colpiti da stroke criptogenetico.

La tachiaritmia è una particolare aritmia cardiaca che spesso (ma non sempre) è associata a una fibrillazione atriale e consiste in una sequenza di intervalli irregolari di battiti con una frequenza superiore ai 90-100 battiti al minuto. Quando presenti, i sintomi possono consistere nel senso di angoscia, cardiopalma e oppressione al petto. Il cardiologo che scopre la presenza di tachiaritmia può porvi rimedio con una terapia specifica che oltre ad attenuare il disturbo in sé può anche prevenire l’insorgenza di ischemia criptogenetica.

In alcuni casi la tachiaritmia è associata alla fibrillazione atriale; questa consiste in una contrazione caotica degli atri del cuore e una conseguente circolazione confusa del sangue dentro al cuore. La fibrillazione atriale viene percepita come una vibrazione o uno scompenso cardiaco e anche se il problema non è estremamente grave di per sé, può provocare un ristagno sanguigno che a lungo andare rischia di indurre la formazione di coaguli che in casi particolari entrano in circolo causando ictus o infarti. Anche la fibrillazione atriale può essere risolta con piccoli interventi di cardioversione o con farmaci anticoagulanti.

Cosa fare?

Nel caso si presentino dei fattori di rischio, è opportuno recarsi da un medico specialista che indaghi sulle situazioni che possono indurre un ictus. L’ischemia criptogenetica per sua natura è infatti di solito difficilmente prevenibile, ma fare attenzione alla salute del proprio cuore e della propria circolazione sicuramente limita il rischio di qualsiasi tipo di ischemia, compresa la criptogenetica che provoca comunque le stesse conseguenze di qualsiasi altro stroke.

Considerando che alcuni problemi possono essere asintomatici è quindi consigliabile in caso di qualsiasi dubbio o di familiarità con la patologia, sottoporsi a uno screening generale che escluda il rischio di malattie cardiovascolari o che permetta di sottoporsi quando non è troppo tardi a terapie adeguate nel caso emerga qualche piccolo problema.