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Emorragia cerebrale: cosa comporta e come affrontarla

emorragia cerebraleL’emorragia cerebrale è la conseguenza della rottura di un vaso sanguigno predisposto all’irrorazione cerebrale. Può essere causata, oltre che da traumi diretti, anche da molte patologie ed è fondamentale che i medici specialisti riescano a individuarne l’origine e a gestirne il recupero, nei modi e nei tempi che possano garantire la migliore riabilitazione possibile.

Quali sono i tipi di emorragia cerebrale esistenti?

Le emorragie cerebrali possono essere di diverso tipo; in ogni caso si tratta di un versamento sanguigno nelle zone più profonde del cervello o nelle aree più superficiali.

Si parla di emorragie intraparenchimalisubaracnoideea sede tipica o a sede atipica ognuna delle quali ha caratteristiche ben precise che devono essere prese in considerazione dallo specialista al momento della diagnosi e della terapia da applicare.

L’emorragia intraparenchimale può colpire sedi tipiche o atipiche; nel primo caso il versamento interessa le zone cerebrali più profonde, in particolare i gangli della base, il putamen o la capsula interna (nel 50% dei casi), oppure il talamo (nel 15% dei casi), il ponte (nel 10% dei casi) o il cervelletto (in un altro 10% dei casi). Nel secondo caso le aree colpite sono i lobi cerebrali (temporale, frontale, parietale o occipitale).

Le emorragie subaracnoidee sversano invece il sangue tra le due membrane che circondano il cervello: l’aracnoide e la pia madre.

Quali sono i sintomi di un’emorragia cerebrale?

In base al tipo e alla gravità del versamento sanguigno le manifestazioni cliniche possono presentarsi diversamente. Solitamente un’emorragia intraparenchimale provoca dei deficit, in quanto alcune aree del cervello risultano lese temporaneamente o definitivamente dalla pressione del sangue versato e/o dalla conseguente mancanza di ossigenazione.

I deficit possono essere di diverso tipo e progrediscono solitamente con l’aggravarsi della condizione cerebrale. Queste difficoltà neurologico – cognitive possono poi associarsi a mal di testa, vomito, nausea, crisi epilettiche o alterazione dello stato di coscienza.

Per quanto riguarda l’emorragia subaracnoidea (o ESA) le manifestazioni possono prevedere, oltre al mal di testa, il vomito, le crisi epilettiche, la perdita di coscienza e delle difficoltà neurologiche, come nel caso di emorragia intraparenchimale, anche rigidità nucale, fotofobia, emorragia intraoculare e morte improvvisa.

In base alla gravità della sintomatologia di un’emorragia subaracnoidea il paziente può essere inserito in uno dei livelli della scala di Hunt e Hess, appositamente realizzata per definire il quadro clinico del soggetto relativamente all’importanza dell’emorragia: i livelli sono 5 e vanno dal numero 1, se si è di fronte a un caso asintomatico, al numero 5, quando si evidenzia uno stato di coma o moribund appearance.

Quali sono le cause di un’emorragia cerebrale?

Nell’80% dei casi la rottura di un vaso  è causata da un picco ipertensivo (specialmente se si tratta di emorragia intraparenchimale) o dalla rottura di un aneurisma (nel caso di emorragia subaracnoidea), ma  piccole malformazioni dei vasi cerebrali, tumori, traumi di vario genere possono essere altre cause o concause dell’emorragia.

Quando il paziente si presenta al Pronto Soccorso o dal medico specialista è necessario individuare innanzitutto dove è localizzato il versamento di sangue; poi è fondamentale cercare di capirne la causa, così da poter agire a monte del problema ed evitare spiacevoli ricadute o conseguenze letali.

In alcuni casi una cura farmacologica può aiutare il riassorbimento del sangue versato, ma a volte è necessario sottoporre il paziente anche a un intervento chirurgico che permetta l’eliminazione dei residui di sangue.

Qualsiasi sia l’approccio terapeutico a cui il soggetto viene affidato, l’importante è che nel minor tempo possibile il sangue smetta di premere sulle aree cerebrali inficiandone la funzionalità e che ricominci a circolare opportunamente nelle vene e nelle arterie così da permettere l’ossigenazione di tutto il cervello e il recupero delle capacità neurologiche, ove si siano perse.

Nella maggiorate dei casi le conseguenze post emorragia cerebrali sono identificate in empierai o emiplegia e quando la lesione coinvolge l’emisfero sinistro del cervello anche afasia (disturbi del linguaggio). Chiaramente una lesione cerebrale porta con se oltre ai deficit motori anche alcuni disturbi cognitivi, in quanto il nostro cervello è la sede di tutte le nostre facoltà mentali, per questo la riabilitazione per ottenere il recupero dell’autonomia dovrà considerare anche gli aspetti cognitivi e della percezione.