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Disfunzioni sessuali post ictus: si possono risolvere?

disfunzione sessuale post ictus

L’ictus è una grave patologia che fa sì che il cervello rimanga privo di circolazione sanguigna regolare (e quindi privo di ossigenazione) per un periodo di tempo abbastanza lungo da poter creare dei problemi seri.

Le conseguenze di un ictus sono tante e dipendono dall’area del cervello colpita dall’ischemia (o eventualmente dall’emorragia). Frequenti sono le disfunzioni motorie, l’emiplegia che coinvolge anche il viso con conseguenti difficoltà espressiva, la disfagia, l’afasia, l’incontinenza e le disfunzioni sessuali. Queste ultime sembrano avere un ruolo fondamentale nel processo di accentuazione della depressione post-ictus, in quanto impediscono un ritorno alla normalità anche nell’intimità della propria vita di coppia.

Cosa significa avere una disfunzione sessuale per la donna e per l’uomo?

L’uomo e la donna vivono il sesso in maniera molto diversa dal punto di vista sia fisico che psicologico. La funzionalità corporea prevede una certa resistenza e una certa erezione da parte dell’uomo, che deve essere in grado di mantenere il turgore per tutta la durata del rapporto sessuale, fino al raggiungimento dell’orgasmo di lui e di lei. Il corpo della donna invece dovrebbe riuscire a lubrificarsi spontaneamente per far sì che la penetrazione non provochi dolore.

Spesso dopo un ictus queste due fondamentali funzioni vengono meno: l’uomo manifesta vere e proprie disfunzioni erettili e la donna non riesce a lubrificarsi così che il rapporto, quando possibile, diventa tutt’altro che piacevole. Inoltre le difficoltà motorie a una parte del corpo rendono certamente difficile l’approccio fisico verso il partner, ma secondo le indagini la difficoltà maggiore risiede nel dimostrare il proprio desiderio e nel timore di non essere più un partner apprezzato.

La difficoltà è in gran parte psicologica?

È ormai appurato che dopo un episodio di ictus (così come vale anche per l’infarto) l’attività sessuale non è né dannosa né rischiosa. Certamente è bene porre delle attenzioni, ma quando il corpo è in grado di sostenere un rapporto, questo sicuramente non fa male.

I problemi maggiori in seguito all’ictus dipendono dal senso di disagio per la diversa condizione in cui versa il proprio corpo e per il diverso ruolo che si ricopre nell’ambito della coppia.

Sembra che il 50% di coloro che hanno subito un ictus non abbia più rapporti con il loro coniuge o compagno, mentre la metà rimanente vive un calo dell’attività sessuale di almeno l’80%.

Molte donne si sentono inadeguate o provano dolore per la mancata lubrificazione spontanea, mentre gli uomini non si sentono più in grado di soddisfare la propria donna, così la psiche entra in gioco rovinando dei momenti che possono ancora essere intimi e piacevoli.

Una volta superate le difficoltà fisiche (come l’incontinenza) con l’aiuto dei medici, quelle psicologiche devono essere prese in considerazione sia dal partner che vive il cambiamento del proprio compagno sia, quando necessario, da uno psicoterapeuta esperto.

La difficoltà di un uomo reduce da un ictus ad avvicinarsi alla propria compagna, a dire ciò che ha nella mente e nel cuore, a dimostrare il proprio desiderio nei confronti della compagna di vita, provoca un inevitabile calo del desiderio e lo stesso accade quando ad essere colpita da ictus è una donna.

Ma tornare ad avere una vita sessuale soddisfacente deve essere possibile!

Una volta risolte le difficoltà funzionali basta riuscire a superare il disagio iniziale per poter tornare a godere dei bei momenti passati con il/la proprio/a partner. Se non si riesce a parlare è bene cercare di ricreare momenti di intimità in maniere alternative, con la musica, i ricordi, le carezze; è cioè necessario che si cancelli l’idea della persona malata bisognosa di aiuto per abbracciare invece la voglia di guardare di nuovo negli occhi chi fino a poco tempo prima è stato il nostro compagno (o la nostra compagna).

Tutto questo è senza dubbio difficilissimo, perché la sofferenza di chi è stato colpito da un ictus e di chi gli vive accanto è indescrivibile ed a volte insostenibile. Tuttavia sarebbe opportuno, una volta trascorso un po’ di tempo, cercare di ricreare un ambiente il più possibile simile a quello precedente alla malattia e per quanto per moltissimi aspetti questo sia evidentemente impossibile, riuscire a raggiungere quest’obiettivo nella sfera dell’intimità sessuale non può che dare uno stimolo al malato per vivere meglio alcuni aspetti della propria vita. In questo modo troverà la voglia di lottare per cercare di minimizzare giorno dopo giorno le conseguenze dell’ictus.