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Intendo vincere e non mi arrendo

Intendo vincere e non mi arrendo
Eccomi qui a raccontare la mia storia: a che prò?

Forse il mio intento verso il lettore è ottenere da lui la consapevolezza  che tutto è mutabile ed impermanente, nel bene e nel male tutto può cambiare in un istante e così una mattina ti svegli per  preparare le valige e partire verso Milano, ti aspettano gli amici per festeggiare il capodanno.

E’ il 27 dicembre del 2007 e mentre nel  pomeriggio ti appresti a caricare le valige in macchina, un lieve capogiro ti costringe a sederti prima e a sdraiarti poi, sul pavimento sporco e grasso del garage di casa e perdere lì i sensi.

E poi solo il viso di tua figlia che sopra di te ti sta urlando di svegliarti e sul suo viso leggi la paura.

Non lo sai il perchè ma poi capirai che il tuo viso contorto e storto dall’emiparesi non le lascia dubbi.

Lei ha già capito e te invece ci metterai ancora un po’  e solo dopo aver realizzato che tu sei sveglia ma il tuo corpo no e non reagisce alla tua volontà di alzarti, comprendi cosa ti è accaduto.

La cosa strana è che la tua mente ti sembra funzioni perfettamente e che sia consapevole di ogni cosa.

Scoprirai dopo giorni che invece quello che tu credevi accadesse (ambulanza, cure mediche e soccorso) era solo una tua percezione e fantasia e che la realtà era un tuo vagare per oltre 4 ore in cerca di un ospedale che potesse accoglierti e che hai vagato fino  alle 23.50 di quel maledetto giorno quando finalmente la migliore struttura di Roma ha potuto trasferirti in un letto e darti le prime cure.

Sono tornata in me e conscia di quello che avevo solo il pomeriggio del 28 dicembre e da lì è iniziata la mia salita la scalata di un monte alto come il K2.

Quello che però ricordo di quei momenti è lo sgomento di chi mi voleva bene e non sopportava la visione del mio corpo
paralizzato.

Io invece non ho focalizzato mai la mai attenzione sui limiti che mi erano stati imposti dalla emiparesi, quanto invece su cosa avrei dovuto fare per superarli.

Il mio atteggiamento positivo mi ha portata a fare incontri sempre positivi nel mio cammino di guarigione
primo fra tutti un fisioterapista di quell’ospedale che per primo mi parlò del Metodo Perfetti e che per i primi 3 o 4
giorni mi fece immaginare i movimenti della mia mano.

Le istruzioni erano semplici: posare da sdraiata la mano sinistra aperta sul mio ventre e immaginare con la mente che un dito, l’indice prima, poi tutti gli altri a seguire, potessero alzarsi e staccarsi dal ventre.

Ore ed ore concentrata anche solo per ricordare come potesse essere quel movimento che mi sembrava impossibile e irraggiungibile poi i primi ricordi che affiorano e immaginare il movimento diventa più semplice ma non meno impossibile nel reale.

E così per giorni fino al trasferimento nella migliore struttura di riabilitazione della capitale.

Qui il vero miracolo: incontro una persona che mi parla di buddismo e grazie a lei comincio a praticare quella religione e filosofia di vita, che mi cambia nel profondo e mi darà la forza di affrontare e superare ogni
ostacolo e poi è lì, il secondo incontro con un angelo.

Chiedo un terapista neurocognitivo che pratichi il Metodo Perfetti  e mi viene assegnata lei: Cristina, convinta del Metodo Perfetti, tanto da imporsi anche con il fisiatra assegnatomi che non sempre condivideva la nostre decisioni.

E dico nostre perchè è stato un successo condiviso con Cristina, quello che mi ha portato a recuperare completamente l’uso della mano e del braccio con esercizi estenuanti di neurocognitiva, di infinite giornate trascorse ad  avvitare bulloni e svitare viti, a costruire quadretti coi chiodini dei bambini e fatto di  esercizi coi regoli per il riconoscimento nello spazio delle dita della mano.

Tre mesi di ricovero e poi le dimissioni obbligatorie: lo stato non rimborsa più di 90 gg alla clinica e lei ti dimette per far entrare la sua prossima rendita…questa è la cruda verità!

Non c’è speranza di restare e recuperare anche la gamba, per quella mi dovrò arrangiare.

Intanto il piede assume una postura comune nei casi di emiparesi la spasticità dei muscoli lo porta ad essere equino e supinato e il tempo fa peggiorare questa situazione con l’accorciamento del tendine di Achille le incompetenze riscontrare in campo medico e fisiatrico in questa fase sono molte e spesso bisogna imparare ad
essere medici di sè stessi per evitare  che il “cattivo medico” possa segnare per il resto della tua vita il tuo recupero.

Fuggo da tutori, molle e typing e trovo finalmente il medico competente che in provincia di Varese mi sottopone ad un delicato intervento chirurgico e mi mette in condizione di poggiare in terra il piede.

Torno finalmente a camminare nel luglio del 2009 con forte zoppia e l’aiuto di un bastone, ma è solo l’inizio.

Ci vorranno un’altra operazione al quadricipite, dure sedute di fisioterapia a Roma con altri  angeli incontrati sul mio
cammino ore ed ore passate in piscina e finalmente posso dire che torno a camminare.

Certo non è ancora finita.

Ora la ma vita mi richiede impegno sul lavoro per potermi mantenere e dopo aver speso ogni risparmio per le cure che mi hanno portata a questo punto.

Ho dovuto interrompere e dedicarmi ai due lavori che mi consentono di guadagnare per la mia sopravvivenza.

I mei programmi per il futuro vedono la ripresa di una fisioterapia intensa e mirata alla gestione della caviglia sinistra e al controllo dell’anca nella fase del passo.

Si dopo 6 anni intendo ancora riprovare con la neurocognitiva e la strada credo di averla anche trovata perché tutto è impermanente e come dal bene sono passata al male, sarà possibile anche il contrario…

INTENDO VINCERE E NON MI ARRENDO

Federica

21 Responses so far.

  1. Veronica Prampolini Veronica Prampolini ha detto:

    Ho scelto per te questa foto perché so che la sentirai tua. Brava Federica, non mollare. Smettere di curarsi per motivi economici non dovrebbe mai accadere in nessun paese del mondo. Eppure questa è la Sanità che ci resta … a volte eccellente a volte vergognosa.
    Non mollare e continua così!

  2. monica ha detto:

    grande donna 😀

  3. ALAN ha detto:

    brava fede non è solo fortuna sei tu con la tua fede ed il tuo credo poi le persone buone prima o poi si incontrano e per come sei tu , ne incontrerai tantissime vedrai ti cercheranno un brande buona vita alan

  4. MASSIMO ha detto:

    Cara Fede sei stata veramente forte ad affrontare tutto quello che hai passato in questi ultimi anni…..mi è piaciuto molto come lo hai raccontato e ti auguro in ogni istante tutto il bene possibile…..
    massimo del giardino degli aranci

  5. Valerio Sarmati ha detto:

    Complimenti Federica, l’atteggiamento nei confronti delle avversità che dimostri è incredibile.

    • Federica ha detto:

      Valerio tu mi conosci e saii che quanto emerge dai miei scritti è davvero il mio spirito e che è sempre stato un mio obiettivo far si che chiv venga colpito da questo male possa sfidarlo e credere fermamente nel recupeto.grazie a te e a questa finestra che hai cresto

  6. Andrea Lade ha detto:

    Federica l’ho conosciuta prima dell’ictus ed era un vulcano di energia positiva. L’ ho frequentata durante la malattia ed era un vulcano di ottimismo, ed ora è tornata un vulcano di energia positiva, come prima. Spero che l’esperienza di Federica possa essere d’esempio e d’aiuto per tutti coloro che si son trovati nelle stesse condizioni. E l’esempio che hai dato ci serve un po’ a tutti. Ognuno di noi ha qualche ostacolo da superare, un incidente da cui trarre lezione e tu hai mostrato come fare.

    • Federica ha detto:

      Graxze andrea.è vero tu sei tra quelli vhe non sono scappati di fronte al mio essere in carrozzina e ricordo con gratitudine le tue non rare visite in clinica ed il tuo sostenermi in quei brutti momenti.un altro angelo dul mio cammino…

  7. Max ha detto:

    Rispetto ed ammirazione !

  8. Massimo Aureli ha detto:

    Sei una donna coraggiosa Federica, la vita ti ha messo un grandissimo ostacolo davanti e sono felice che ne stai venendo fuori. Ti abbraccio e ti auguro ogni bene!

  9. Stefania Fistetto ha detto:

    La retorica della felicità finalmente ha la sua fine quando capisci che la questione non sta nei contenuti, ma nell’atteggiamento. Si perche’ e’ nell’atteggiamento che si nasconde il nostro messaggio al mondo … grazie Federica, grazie davvero.

  10. Emanuela ha detto:

    Trovo che tu rappresenti un esempio x tutti noi! Il male purtroppo nella sua spietatezza ti ha fatto però sfoderare una forza e determinazione davvero ammirevoli! Ti prego di continuare e di non mollare mai!

  11. Gabriella ha detto:

    Carissima… non ho quasi parole.. ma gioia ed emozione… una carissima amica si trova così.. ma non ha il tuo credo e la tua forza… io sono buddista e le ho spesso parlato di questo… ma senza risultato… ti auguro il meglio del meglio… sono certa che con la tua determinazione ed il tuo senso di vittoria.. completerai il percorso ed il rush finale… Ho pensato spesso a questa cosa terribile.. alla mia amica è successo mentre era a Cuba.. non so se sarebbe servito un qualcosa per farle riprendere tutti i movimenti.. ora è paralizzata in metà corpo.. si sposta su una sedia a rotelle avendo perso l’uso di una mano e una gamba… ti abbraccio col cuore… sono italiana ma ora vivo vicino a Malta… grazie di aver condiviso la tua esperienza… non mollare mai.. se vuoi scrivimi pure! un bacione, Gabriella

  12. Fiorella ha detto:

    Fede tesoro mentre leggevo non avevo capito che fossi tu a scrivere . Solo un po’più in là nella lettura ho riconosciuto lo spirito indomito che ti distingue fra tanti ,e non solo ammalati di ictus ma anche fra i “sani “. Forza della natura , sono felice di esserti amica .

  13. Federica Contardi ha detto:

    a distanza di anni ancora i emoziona leggere questo articolo. grazie ai fratelli sarmati per lo splendido lavoro che fate x dare voce a chi è colpito da questo orribile male e al supporto per la loro guarigione. vi abbrccio di vero cuore