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No, non era meglio foste morti quel giorno

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La navata sembrava lunghissima, ma un passo dopo l’altro abbiamo raggiunto l’altare.

Io che sorreggevo lui sulla sua gamba plegica, aggrappata al “braccio buono”.

Lui che sorreggeva me sui miei tacchi altissimi.

Dopo la sua emorragia mi sono laureata, specializzata, ho vinto il dottorato, sono diventata avvocato.

Un giorno un’amica mi ha chiesto come facessi a centrare ogni obiettivo che mi prefissavo.

Ci ho pensato: l’unica ragione per cui trovo la forza di arrivare ad ogni traguardo è poter rientrare a casa, vedere i suoi occhi orgogliosi e godermi il suo “monoabbraccio”.


Tutto ciò per dirvi questo: quando vi passa per la testa di pensare “era meglio che fossi morto quel giorno” oppure “sono un peso per la mia famiglia” ricordate che ci sono persone accanto a voi per le quali VOI SIETE TUTTO.

Siete la ragione per cui svegliarsi la mattina, siete il motivo per cui andare avanti e migliorarsi.

E no,non era meglio che foste morti quel giorno, perché se “quel giorno” ve ne foste andati per sempre, qualcuno oggi non avrebbe più alcuna ragione per vivere.

Davidina

One Response so far.

  1. Pietro ha detto:

    .. la forza che hai è la forza che ti hai imparato dai suoi insegnamenti. e per questo non finirà mai.
    Un abbraccio cara Davidina.
    P.