Non arrendersi mai

BETEN

Il giorno 11 gennaio 2015 alle ore 7 del mattino mio padre si alza per andare in bagno, mia madre si accorge della luce lasciata accesa e lo chiama senza ricevere risposta.

Una volta alzata lo trova in salotto in piedi vicino alla porta lamentandosi di non vedere nulla  e di chiudere le finestre ma le finestre erano chiuse  lei gli rivolge alcune domande ma lui risponde tutt’altro fino a non rispondere più guardando il vuoto.

Mia madre capisce che qualcosa non va chiama il 118 lo portano in codice rosso al pronto soccorso.

Verso le 9.30 la dottoressa ci chiama comunicandoci che sospettano un ischemia celebrale… ricoverato subito..lo vedo lui non mi vede è  confuso parla in modo confuso una volta a letto gli provano tutti i parametri vitali.

Cuore..pressione…polmoni…ossigeno nel sangue…dobbiamo aspettare 24 per sapere di più…mercoledì ci dicono l’esito della Tac…ictus celebrale…ci crolla il mondo…
Rimane a letto è diventato quasi cieco non parla in modo corretto non si ricorda molte cose ma si ricorda tutto si fa capire che ha paura piange

Martedi a letto tutto il giorno è stravolto.
Mercoledì il fisioterapista lo fa alzare in piedi a livello motorio non ve nulla, lui è provato stanco confuso per il non vedere  è spaventato la giornata la passa a letto ancora.
Giovedì lo fanno alzare di nuovo gli tolgono i misuratori vitali non ha più nessun flebo sensori o fili si sforzava di farsi capire con difficoltà ma ci prova…quotidianamente lo mettono in piedi lievi movimenti lo fanno camminare.
Venerdì  si muove con aiuto, mangia da solo è  arrabbiato perché incomincia a capire dove si trova è cosa gli è  successo è  combattivo tosto e testardo.

Sabato e domenica si muove spesso sulla sedia a rotelle non è mai solo da lunedì… tranne che in alcuni orari della giornata ma si sta abituando alla degenza anche se con rabbia e tristezza pensa tanto si sforza di parlare in modo coretto vuoi il suo forte carattere vuoi la forza che familiari e amici le danno ogni giorno conforto e forza.
Lunedì 18 lo vedo un po’ giù rammaricato e sconcertato e scoraggiato ma lo faccio reagire gli ho sempre parlato tanto da quando è ricoverato lo tocco non vede ma io sono li con lui.
L’appetito non gli manca non gli é mai mancato fa progressi nel movimento e nell’essere indipendente pur senza vederci più da un occhio e molto poco dell’altro quasi niente ma è determinante il fattore famigliare e amici.
Martedì 19 lui è più sù in confronto ai giorni scorsi…la neurologia ci comunica che quasi sicuramente farà una riabilitazione logopedistica e fisiatrica post ospedale ma attendiamo.
In questa settimana ho sofferto tanto nel vedere mio padre così nel vedere mia madre e la sua sofferenza ma ho reagito devo reagire per loro per i miei figli. ..ho letto tanto in Internet mi sono informato e ho capito l’enorme shock che prova chi è colpito da ictus e chi è vicino a colui che  è colpito da ictus  non abbattersi mai .
Vivere la giornata, gioire di piccoli progressi e sperarne in nuovi sarà un percorso lungo faticoso con momenti di sconforto e di gioia ma sarà comunque la vita e l’amore per essa a vincere su tutto,voglio dire è tutti coloro che sono nella mia situazione di non arrendersi mai non abbattersi dare forza alla persona e riceverne altrettanta.
Siamo solo all’inizio.. per chiudere questo racconto voglio citare una frase di uno scrittore anche lui vittima di un ictus che diceva…Non chiedermi di tornare perfettamente come ero prima,ma amami incondizionatamente per come sono adesso…

Stefano