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Chissà se un giorno riuscirò a perdonarmi

Spending time with daughterQuesta è la mia storia…anzi quella di mio padre, un uomo fantastico e pieno di salute.
Aveva subito due operazioni per protesi ai ginocchi e dopo un mese dagli interventi ha sempre di nuovo camminato,anzi,corso,senza l’aiuto di nessun bastone.

Invece il 21 aprile dell’anno scorso non c’è stato nulla da fare, pensate era il giorno di pasquetta, eravamo intenti nei preparativi, saremmo dovuti andare a pranzo da mia sorella maggiore.

Mio padre era uscito per comprare delle fave con pecorino fresco, era rientrato , aveva bussato alla mia porta (abito al piano sotto ai miei) per dirmi che le aveva trovate, che sarebbe salito a fare una doccia e poi si sarebbe preparato.

Bene,tutto ok.

Io ad un certo punto dopo una decina di minuti chiesi a mio figlio di salire su da mia madre perchè mi serviva una cosa.

Lui è andato però è tornato di corsa giù dicendomi di sentire il nonno in bagno chiamare la nonna in modo strano.

Sono salita di corsa pensando di trovare una situazione gestibile, infatti alcune volte mio padre soffriva di forti epistassi dal naso oppure di vertigini, invece quel giorno era a terra, rosso in volto, affannato, un respiro pesante, dal suo volto traspariva tutta la sofferenza.

L’ho chiamato per sapere come stava mi ha risposto di stare bene (ma questo era lui,malgrado si intuisse la gravità per non farci preoccupare diceva anche allora di stare bene 🙁 comunque quando mi ha parlato l’ho sentito un po’ afasico, la bocca era storta e la parte sx non la muoveva.

Così ho chiamato subito il 118 ma non ho ricevuto risposta, ho chiamato mio fratello per dirgli di correre da me, ho richiamato il 118 (mio padre ha avuto il malore alle 9.45) questa volta ho ricevuto risposta, ho precisato che si trattava di ictus e che la situazione era grave.

L’ambulanza è arrivata dopo 45 minuti, mio padre ancora cosciente ma visto che abitavamo al secondo piano e lui era un uomo pesantino, portarlo giù ha richiesto altro tempo, dentro l’ambulanza (alle 11) hanno preso tutti i parametri stando fermi, mi hanno detto che è la prassi, poi siamo partiti (mio padre sempre cosciente) lungo la strada guidava un uomo che però ha accusato un dolore ad un ginocchio, per questo si è fermato e ha chiesto il cambio, (io ero in ambulanza) è salita al suo posto una donna che però dopo vari tentativi non riuscendo a partire perchè incompetente e le mie urla, è tornata dietro e al suo posto il terzo paramedico è partito accendendo le sirene….fatto sta che al pronto soccorso che dista 10 km da casa mia siamo arrivati alle 11,35

Il medico di guardia appena ha visto mio padre si è accorto della gravità ha richiesto subitissimo una TAC, dopo circa un’ora e mezza ci ha convocati dandoci la maledetta sentenza, ictus emorragico di 9 cm a dx, talmente profondo da essere inoperabile e vista l’età di mio padre (79 anni) non era il caso nemmeno di provarci.

Da quel momento non abbiamo potuto far altro che essergli accanto e aspettare la sua fine che è arrivata alle ore 23,40 della stessa sera :(…ecco la mia esperienza è questa, non so se il caso abbia voluto tutto ciò, il fatto che fosse pasquetta, nessuno in giro x il paese che avrebbe potuto aiutarmi in qualche modo a trasportare mio padre in ospedale, prima, invece di affidarmi a degli incompetenti che non hanno fatto altro che tardare l’arrivo del mio amato papà in ospedale…o il destino ha deciso per noi, oppure poteva essere fatto qualcosa che nessuno si è degnato di fare .

Ancora adesso,dopo quasi un anno i rimorsi e i rimpianti, i se e i ma affliggono la mia anima e tutto questo me lo porterò dentro fino al giorno della mia morte…

Fate sempre il possibile per i vostri cari e se anche vi dicessero che non c’è speranza chiedete di intervenire in tutti i modi, pretendete una cura un’operazione, altrimenti vivrete di rimorsi, come se ad ucciderli siate stati voi…

Ecco così mi sento, un’assassina, perchè sono stata ignorantemente al volere dei medici, ho potuto solo tenere la mano di mio padre, stretta stretta fino alla fine e il suo ultimo respiro ha portato con sè anche la mia parte migliore, perchè da allora mi sono caratterialmente incattivita, sia con il mondo circostante che con me stessa, chissà se un giorno riuscirò a perdonarmi!!!

2 Responses so far.

  1. Massimo ha detto:

    Non è colpa tua! Semmai ci sono delle “colpe” è dell’ictus, e basta. Un abbraccio.

  2. federica ha detto:

    non pensarlo nemmeno che tu sia responsabile.purtroppo con questa malattia non ci si capisce nulla, ma se pensi che a roma ci vollero piu di sei ore x arrivare al mio ricovero? e non fu colpa di mia figlua che chiamo i sccorsi dopo 15 minuti dallevento e che questi arrivarono immediati.poi vagammo x ben 4ospedali prims di trovare quello che poteva ricoverarmi.forse non era il mio momento xche oggi sono ancora qui a combattere e forse era arrivato quello di tuo papà, nonostante qualsiasi sforzo.lui forse oggi sorride nel vederci tutti claudicanti e arrabbiati col mondo mentre con le sue ali si innalza sopra le sofferenze umane 🙂
    ti abbraccio