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Invalida al 100% e ancora problemi con l’accompagno

invalida

La suocera di Davide, dichiarata da diverso tempo invalida al 100%, non ha mai fatto richiesta per l’accompagno.
Ma ora a causa di un aggravarsi del suo stato di salute che rende ancora più difficile il già complicato quadro generale, in considerazione del fatto che la figlia (moglie di Davide) da Mestre si è trasferita a Venezia per assistere la mamma che ormai non esce più e riesce a muovere solo pochi passi in casa con il deambulatore. Purtroppo visto il reddito di 400 € mensili, hanno richiesto la visita medica dell’inps per valutare appunto di integrare con l’accompagno e sostenerla così nelle molteplici necessità a cui da sola non può certo far fronte e che tra mille difficoltà la figlia cerca di risolvere come meglio può.

Su consiglio dell’impiegato di sportello dell’inps nel presentare la domanda Davide allega anche un certificato del medico di famiglia che motiva la necessità di richiedere la visita domiciliare anzichè presso gli ambulatori pubblici.
Ci ha chiamato perchè con amara sorpresa, malgrado la richiesta sia stata fatta così come suggerito dallo stesso impiegato dell’inps la visita è stata accordata non al domicilio ma presso l’inps stesso e Davide non è riuscito in alcun modo a modificare questo stato di cose nè al telefono nè personalmente quando è andato anche con la convinzione di aver ragione, supportato dal nostro servizio di assistenza legale che ha chiaramente ritenuto tale atteggiamento lesivo dei diritti del malato e aveva risposto immediatamente così:

“E’ un abuso evidente. I medici che operano nell’INPS sono tenuti ad effettuare la visita domiciliare in presenza di certificazione medica impeditiva della deambulazione del malato. Nel caso in esame, ci sono anche gli estremi per una denuncia per omissione da presentare alla Procura di competenza. In sede civile si può ricorrere alla procedura di urgenza ai sensi dell’art. 700 del codice di procedura civile, chiedendo al Giudice che ordini all’INPS di eseguire la visita presso il domicilio del ricorrente.”

Il medico ha motivato la sua intransigenza spiegando che il certificato medico non utilizzava la parola intrasportabile, pertanto la visita in virtù della mancanza di medici sufficienti a coprire le richieste di visite a domicilio non poteva che essere effettuata in ambulatorio, unica concessione concordare la visita nella data utile è possibile in funzione del servizio di trasporto privato necessario.
Venezia è una città con caratteristiche particolari, ponti, scale trasporto via mare; Davide, persona corretta e sensata in cuor suo non ritiene che sua suocera sia “intrasportabile” termine che può essere utilizzato solo per casi particolari, in fondo con mezzi idonei tutti sono trasportabili… O no?
Ma la mobilità ridotta della signora, certificata dal riconoscimento di invalidità al 100% ed il certificato del medico curante che conoscendo direttamente la situazione richiedeva la visita domiciliare, il buon senso di comprendere le difficoltà oggettive di un territorio particolare dovrebbero essere sufficienti.

Davide profondamente amareggiato dalla situazione, dovendo prendere una decisione ha preferito adattarsi alla situazione proposta pur ritenendola profondamente ingiusta, il costo del trasporto lo sosterrà lui, e in fondo preferisce non entrare in contrasto con le persone che dovranno poi decidere di riconoscere o meno l’accompagno a sua suocera, che ne ha bisogno, anche nella speranza di alleggerire un pochino il quotidiano di sua moglie che oggi si fa in quattro per aiutare l’anziana e malata madre.

Inoltre per quanto la legge preveda una procedura d’urgenza per tutelare queste situazioni, si tratta comunque di mettere in piedi ed in ballo un’ulteriore questione che rallenta una macchina burocratica alienante… non mi sono sentita di insistere , mi auguro che presto mi comunichi che tutto lo sforzo si risolva per lo meno in un rapido ottenimento di quanto richiesto… e sappiamo tutti di cosa stiamo parlando , un’indennità di accompagno che sicuramente è meglio di niente ma è una goccia nel mare rispetto alle esigenze e ai costi necessari ad assistere una persona invalida per non parlare dello sforzo necessario sia in termini di tempo che di pazienza ed in questo caso anche economici per richiederlo ed ottenerlo.
Il problema di carattere generale è stato trattato anche dai quotidiani locali.