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Alessia ha vinto la causa per ottenere l’accompagno: ecco come

accompagno invalidita

Nel 2009 a soli quaranta anni a seguito di un ictus a Alessia viene subito riconosciuta l’invalidità al 100% ma non le viene riconosciuto l’accompagno di cui invece necessita: le viene detto che non è idonea. L’avvocato del patronato a cui si rivolge le suggerisce di opporsi a questa decisione e quindi iniziano le pratiche legali necessarie; Alessia si sottopone alla visita medico legale come per prassi è richiesto dal giudice, ma anche in questo caso l’accompagno viene negato… ritengono che sia giovane e quindi recupererà. Come la legge prevede, continuano con un nuovo ricorso e questa volta la dottoressa che esamina la pratica sembra di diverso avviso rispetto ai suoi colleghi infatti nel corso della visita concorda con la richiesta di accompagno fatta da Alessia, vista la sua necessità di essere seguita in molte delle sue funzioni essenziali.

Lei quindi crede di aver finalmente raggiunto l’obiettivo ma la lettera che riceve sei mesi dopo è ancora negativa è anche questo medico legale si allinea ai colleghi che la hanno preceduta.

Nel frattempo Alessia in questo periodo ha riscontrato un aumento dell’ipertono muscolare e quindi una maggiore difficoltà negli spostamenti e nella sua autonomia, a questo punto l’avvocato del patronato propone ad Alessia di presentare una nuova domanda di accompagno, ma questa volta per aggravio.

Questa domanda viene inoltrata con i referti della visita del neurologo e del medico curante.

Alessia inoltra la domanda più per abitudine ormai che per convinzione , esegue la visita di valutazione senza nutrire più alcuna speranza in un sistema che fiacca la tenacia e soprattutto la fiducia nelle istituzioni e con vera sorpresa e stupore la domanda viene accettata l’accompagnamento riconosciuto con gli arretrati di sei mesi, il periodo di tempo trascorso tra la presentazione della domanda di aggravio e l’elaborazione della risposta.

Sono molte le riflessioni che si aprono di fronte ad un racconto di questo tipo, ci auguriamo che sia un racconto utile a quanti si trovano a vivere una situazione analoga o a coloro che in questi mesi hanno chiamato il nostro numero verde per chiedere consiglio in merito ad una istanza di diritto negata o tolta quando ancora sentivano di averne diritto e si domandavano se valesse o meno la pena agire legalmente contro ciò che si era vissuta come un’ingiustizia, soprattutto nel dubbio che tanta energia e impegno nell’opporsi potesse poi non portare i risultati sperati e desiderati. In questo caso la tenacia di Alessia ha dato i suoi frutti… e non è solo una questione di principio!

Per completezza dell’articolo abbiamo chiesto a Emmy tutela dei diritti il servizio legale della nostra associazione che puntualizza:

per ogni istanza di aggravamento è necessario allegare documentazione medica che provi lo stato di aggravamento rispetto alla situazione iniziale. Deve trattarsi di uno stato che aggravi in maniera notevole lo stato iniziale, non necessariamente di natura motoria, potendosi anche trattare di patologie insorte dopo l’evento e che riguardano gli organi interni ( fegato, pancreas intestino etc.).

2 Responses so far.

  1. lauro ha detto:

    Davvero bravi, pazienti e tenaci.

  2. Gino ha detto:

    molto brava, tenace, ma anche io lo ero ma non ho ottenuto l’accompagnatoria,forse è colpa nostra per voler ritornare per forza ad un livello di vita acettabile e quanto prima, senza piangerci addosso,ed aspettare aiutinegati a chi ne ha veramente bisogno,io ho recuperato in maniera molto soddisfacente,tanto dopo essere stato abbandonato dalla mia famiglia, sono approdato a BANGKOK, dove da piu di due anni e 74 di etàvivo felice, con una graziosa donna Thai.